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Liquido amniotico


Mirna
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default Liquido amniotico

Messaggio Da Mirna il Mar 18 Nov 2008 - 10:15

Una culla d’acqua che lo ripara, lo protegge, lo nutre e lo coccola per
tutti i 9 mesi. Ecco cos’è il liquido amniotico per il bebè che si sta
formando nella pancia della mamma. Composto in gran parte di acqua,
sali minerali, lipidi e proteine, all’inizio della gravidanza viene
prodotto dalla placenta e dalle membrane che circondano la parete
uterina, ma a partire dal secondo trimestre è formato essenzialmente
dall’urina del bambino stesso. Si tratta però di un’urina decisamente
diversa da quella di un adulto, che è in pratica molto più simile al
siero (la componente liquida del sangue). Il bambino infatti beve il
liquido, lo digerisce, lo assorbe a livello intestinale e, una volta
entrato in circolo, viene scambiato nella placenta col liquido materno,
mentre una parte viene filtrata dai reni che lo immettono nuovamente
nel sacco amniotico. La quantità del liquido aumenta fino al
sesto-settimo mese di gestazione, dopodichè tende a mantenersi
stazionaria, per poi diminuire lievemente nelle ultime settimane, con
la crescita del feto.

A cosa serve


Il liquido amniotico ha una funzione meccanica:
attenua suoni e rumori esterni, che al feto arrivano più ovattati,
mantiene stabile la temperatura, attutisce eventuali traumi. Senza
considerare che costituisce un involucro sterile indispensabile per
salvaguardare il piccolo dal rischio di infezioni.
Da un punto di vista metabolico, è utile per lo sviluppo dell’apparato digerente:
ingerito attraverso la bocca, il liquido arriva allo stomaco, viene
‘digerito’, poi passa nell’intestino, dove comincia l’attività di
assorbimento, mentre le prime sostanze indigeribili (le cellule di
desquamazione della pelle e delle mucose) iniziano ad accumularsi
formando a poco a poco il meconio, le prime feci che il bimbo espellerà
dopo il parto.
Altra funzione importante è permettere lo sviluppo dell’apparato respiratorio. “In
utero il bambino compie periodicamente movimenti respiratori dei
muscoli del torace e del diaframma; inala infatti il liquido attraverso
il naso e la pressione spinge gli alveoli e li fa dilatare proprio come
se respirasse”, spiega Ferrazzi. “Al momento del parto, infine, il
liquido viene in parte riassorbito dagli alveoli polmonari e in parte
‘spremuto’ fuori dai polmoni: il bambino si prepara così al suo primo
respiro”.

Come si controlla se è ok


Perché il liquido amniotico possa svolgere i suoi compiti, è
importante che la quantità presente sia sempre adeguata. Lo verifica il
ginecologo durante le visite, valutando le dimensioni del pancione e,
posando la mano sull’utero, sentendo se il feto riesce a muoversi
liberamente. In caso di dubbi, si esegue un’ecografia per effettuare la
misurazione dell’indice AFI (Amniotic Fluid Index). L’utero viene
idealmente suddiviso in quattro quadranti e di ogni parte viene
misurato l’indice corrispondente allo spessore maggiore della falda
liquida, infine si fa la somma dei quattro risultati e si confronta con
i valori di riferimento.


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