TORINO
Adesso è ricercato. E’ randagio e di «grossa taglia» il cane accusato
di avere aggredito alla gola Mattia Maddalena, nove anni, lasciandolo a
morire dissanguato a pochi metri dal cortile di casa nella contrada
Campanaro, a Circello di Benevento
I randagi che si muovono in branchi sono troppo numerosi al Sud dove le
amministrazioni locali spesso appaltano ad altri la gestione dei canili
e quella della cattura dei «cani vaganti». Ci sono decine di inchieste
e denunce delle associazioni animaliste che parlano di infiltrazioni
della criminalità proprio nei canili, ma gli anni passano e nulla
cambia.
La legge ignorata
Come sempre, dopo queste tragedie si chiedono interventi «forti» del
governo o delle istituzioni. Ma, dicono tutte le associazioni
animaliste, «le leggi ci sono, devono solo essere applicate». E’
l’Aidda, l’associazione in difesa del cane che mette sotto accusa i
Comuni «fuorilegge»: sarebbero 1.650 quelli che non hanno un canile
comunale o una convenzione con un canile consortile o gestito dall’Asl
o con un canile rifugio, dove ricoverare i cani abbandonati e randagi.
Tutte cose previste dalla legge.
L’allarme del governo
I dati dell’associazione confermano di fatto quanto il sottosegretario
con delega alla Salute Francesca Martini, ha detto a poche ore dalla
morte di Mattia. «Le norme contro il randagismo non sono applicate - ha
ribadito Martini -. Ci sarà un’indagine dei servizi veterinari del
ministero su quanto accaduto. Ma i primi responsabili di questi fatti
sono i sindaci».
Carla Rocchi presidente dell’Enpa, Ente protezione animali rincara la
dose facendo un esempio a contrasto: «Perché a Trieste, per esempio,
non ci sono randagi e nel Sud è emergenza?». «I problemi si risolvono
dove vengono affrontati - prosegue la Rocchi - a Trieste non hanno una
vocazione mistica ma solo buon governo. L’Enpa della città ha un’oasi
di recupero di animali sellatavici». Ci sono però i comuni che
lamentano la mancanza di fondi: «Le risorse ci sono, gli obblighi e le
leggi ci sono - ribatte ancora la presidente dell’Enpa -. Gli animali
randagi in tutti i Comuni sono proprietà del sindaco e sotto la
responsabilità sanitaria delle aziende sanitarie. I “cani vaganti”
devono essere sterilizzati. Ma quello che sta diventando un vero
problema, un’emergenza al Sud, spesso per i sindaci è solo un fastidio.
Non voglio accusare il primo cittadino di Benevento dico solo che
Trieste è una terra di confine che dall’altra parte non ci sono le
stesse nostre leggi, ma non c’è comunque il problema del randagismo».
La tragedia di Benevento sembra smentire anche chi vuole la black-list
dei cani di razze pericolose. «Sono elenchi assurdi e inutili. Il cane
che ha ucciso il bimbo di Benevento non era di razza. Le leggi che ci
sono, sono sufficienti - aggiunge la Rocchi -. E usare i fondi
garantiti per questi interventi: ci sono comuni che con i soldi per i
randagi comprano i computer e gli schedari per fare l’elenco degli
animali. Invece quei soldi devono servire alle sterilizzazioni».
Il Sud senza regole
Sempre secondo i numeri dell’Associazione in difesa del cane sono oltre
1.200 i Comuni che non dispongono di un servizio di cattura dei cani
randagi. Le maggiori irregolarità riguardano la Sicilia, la Campania e
l’Abruzzo. Solo nei mesi luglio e agosto sarebbero stati abbandonati
oltre 11.500 cani e di questi solo un terzo sono entrati nei canili
italiani. La legge comunque è chiara per quanto riguarda la
responsabilità dei primi cittadini: «I Comuni devono identificare e
registrare in anagrafe i cani rinvenuti sul territorio e quelli
ospitati nei rifugi e nelle strutture convenzionate e i sindaci sono
responsabili dell’osservanza di tali procedure».
L'esercito dei randagi

Mirna- Amministratrice




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L'esercito dei randagi

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Re: L'esercito dei randagi
E' una vera tragedia quella che è successo, ma come dice Mirna, ora oltre
a trovare il randagio che ha commesso il delitto, bisogna iniziare a far
rispettare le leggi, ci sono e vanno applicate
a trovare il randagio che ha commesso il delitto, bisogna iniziare a far
rispettare le leggi, ci sono e vanno applicate










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