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    L'esercito dei randagi


    Mirna
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    default L'esercito dei randagi

    Messaggio Da Mirna il Lun 6 Ott 2008 - 7:12

    TORINO
    Adesso è ricercato. E’ randagio e di «grossa taglia» il cane accusato
    di avere aggredito alla gola Mattia Maddalena, nove anni, lasciandolo a
    morire dissanguato a pochi metri dal cortile di casa nella contrada
    Campanaro, a Circello di Benevento

    I randagi che si muovono in branchi sono troppo numerosi al Sud dove le
    amministrazioni locali spesso appaltano ad altri la gestione dei canili
    e quella della cattura dei «cani vaganti». Ci sono decine di inchieste
    e denunce delle associazioni animaliste che parlano di infiltrazioni
    della criminalità proprio nei canili, ma gli anni passano e nulla
    cambia.

    La legge ignorata
    Come sempre, dopo queste tragedie si chiedono interventi «forti» del
    governo o delle istituzioni. Ma, dicono tutte le associazioni
    animaliste, «le leggi ci sono, devono solo essere applicate». E’
    l’Aidda, l’associazione in difesa del cane che mette sotto accusa i
    Comuni «fuorilegge»: sarebbero 1.650 quelli che non hanno un canile
    comunale o una convenzione con un canile consortile o gestito dall’Asl
    o con un canile rifugio, dove ricoverare i cani abbandonati e randagi.
    Tutte cose previste dalla legge.

    L’allarme del governo

    I dati dell’associazione confermano di fatto quanto il sottosegretario
    con delega alla Salute Francesca Martini, ha detto a poche ore dalla
    morte di Mattia. «Le norme contro il randagismo non sono applicate - ha
    ribadito Martini -. Ci sarà un’indagine dei servizi veterinari del
    ministero su quanto accaduto. Ma i primi responsabili di questi fatti
    sono i sindaci».
    Carla Rocchi presidente dell’Enpa, Ente protezione animali rincara la
    dose facendo un esempio a contrasto: «Perché a Trieste, per esempio,
    non ci sono randagi e nel Sud è emergenza?». «I problemi si risolvono
    dove vengono affrontati - prosegue la Rocchi - a Trieste non hanno una
    vocazione mistica ma solo buon governo. L’Enpa della città ha un’oasi
    di recupero di animali sellatavici». Ci sono però i comuni che
    lamentano la mancanza di fondi: «Le risorse ci sono, gli obblighi e le
    leggi ci sono - ribatte ancora la presidente dell’Enpa -. Gli animali
    randagi in tutti i Comuni sono proprietà del sindaco e sotto la
    responsabilità sanitaria delle aziende sanitarie. I “cani vaganti”
    devono essere sterilizzati. Ma quello che sta diventando un vero
    problema, un’emergenza al Sud, spesso per i sindaci è solo un fastidio.
    Non voglio accusare il primo cittadino di Benevento dico solo che
    Trieste è una terra di confine che dall’altra parte non ci sono le
    stesse nostre leggi, ma non c’è comunque il problema del randagismo».

    La tragedia di Benevento sembra smentire anche chi vuole la black-list
    dei cani di razze pericolose. «Sono elenchi assurdi e inutili. Il cane
    che ha ucciso il bimbo di Benevento non era di razza. Le leggi che ci
    sono, sono sufficienti - aggiunge la Rocchi -. E usare i fondi
    garantiti per questi interventi: ci sono comuni che con i soldi per i
    randagi comprano i computer e gli schedari per fare l’elenco degli
    animali. Invece quei soldi devono servire alle sterilizzazioni».

    Il Sud senza regole
    Sempre secondo i numeri dell’Associazione in difesa del cane sono oltre
    1.200 i Comuni che non dispongono di un servizio di cattura dei cani
    randagi. Le maggiori irregolarità riguardano la Sicilia, la Campania e
    l’Abruzzo. Solo nei mesi luglio e agosto sarebbero stati abbandonati
    oltre 11.500 cani e di questi solo un terzo sono entrati nei canili
    italiani. La legge comunque è chiara per quanto riguarda la
    responsabilità dei primi cittadini: «I Comuni devono identificare e
    registrare in anagrafe i cani rinvenuti sul territorio e quelli
    ospitati nei rifugi e nelle strutture convenzionate e i sindaci sono
    responsabili dell’osservanza di tali procedure».


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    Re: L'esercito dei randagi

    Messaggio Da WhiteAngel il Lun 6 Ott 2008 - 12:35

    E' una vera tragedia quella che è successo, ma come dice Mirna, ora oltre
    a trovare il randagio che ha commesso il delitto, bisogna iniziare a far
    rispettare le leggi, ci sono e vanno applicate



      La data/ora di oggi è Mer 7 Gen 2009 - 6:20